Finto fisco, finto rimborso: la truffa fiscale al telefono
Nei periodi caldi della dichiarazione dei redditi, tra la primavera e le scadenze estive, i truffatori si fingono Agenzia delle Entrate. Un rimborso da riscuotere, una cartella da saldare "subito": il meccanismo fa leva sull'autorità e sull'urgenza.
Come funziona la truffa
Il finto funzionario annuncia un rimborso a tuo favore oppure, al contrario, un debito fiscale da saldare senza indugio pena azioni legali. Nel primo caso ti chiede le coordinate bancarie "per il bonifico"; nel secondo un pagamento immediato, a volte con carte prepagate o bonifico istantaneo.
La chiamata è spesso accompagnata da un SMS o un'email che imita il logo dell'Agenzia, con un link a un sito falso. Grazie allo spoofing, il numero mostrato può persino sembrare ufficiale.
I segnali d'allarme
L'Agenzia delle Entrate non chiede mai pagamenti con carte prepagate o buoni, né le tue credenziali bancarie complete al telefono. Un vero rimborso avviene automaticamente sull'IBAN che hai comunicato nella dichiarazione, senza telefonate.
L'urgenza, la minaccia di pignoramento o di "chiusura pratica" e la richiesta di dati bancari sono le tre impronte della truffa. Un ente pubblico non ti mette fretta al telefono.
Reagire e verificare
Riaggancia e accedi tu stesso alla tua area riservata su agenziaentrate.gov.it, oppure chiama il numero ufficiale dell'Agenzia. Non cliccare alcun link ricevuto via SMS. Segnala alla Polizia Postale su commissariatodips.it.
Per evitare che queste chiamate ti raggiungano, Allociao riconosce i numeri già segnalati in queste campagne stagionali e riaggancia prima ancora che il finto funzionario inizi il suo discorso.
Come comunica davvero il fisco
L'Agenzia delle Entrate usa canali tracciabili: il cassetto fiscale nell'area riservata accessibile con SPID, la posta elettronica certificata, le raccomandate. Non affida a una telefonata la richiesta di pagamenti immediati né di dati bancari.
Se ricevi una comunicazione che ti mette fretta, accedi con SPID alla tua area riservata su agenziaentrate.gov.it e verifica se esiste davvero una posizione a tuo nome. Un rimborso reale compare lì, senza telefonate. Nel dubbio, chiedi conferma a un CAF o a un commercialista.
FAQ
L'Agenzia delle Entrate può chiedermi l'IBAN al telefono?
No. Un rimborso avviene sul conto già comunicato nella dichiarazione. Non fornire mai le tue credenziali bancarie durante una telefonata.
Come verifico una chiamata del fisco?
Riaggancia e accedi alla tua area riservata su agenziaentrate.gov.it, oppure richiama l'Agenzia da un numero ufficiale.
Dove segnalo questa truffa?
Alla Polizia Postale su commissariatodips.it. Se è in corso un'emergenza, chiama il 112.
Sources
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